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Company blog about SEMI chiarisce i regolamenti PFAS e le norme industriali

SEMI chiarisce i regolamenti PFAS e le norme industriali

2026-07-05

Mentre l'attenzione mondiale si concentra sempre più sulle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), le industrie devono affrontare crescenti sfide nel comprendere i complessi requisiti normativi, le soglie di concentrazione,e diverse definizioniQuesta analisi completa fornisce chiarezza su questi temi critici.

Limiti normativi: comprensione delle soglie di concentrazione di PFAS

Le normative sui PFAS si stanno evolvendo a un ritmo senza precedenti, che va dal divieto completo ai limiti di concentrazione rigorosi.In particolare per quanto riguarda la "Concentrazione di interessi normativi" (CRI)Alcuni regolamenti proibiscono l'aggiunta intenzionale di PFAS, mentre altri stabiliscono specifiche soglie numeriche.

Le restrizioni PFAS proposte dal regolamento REACH europeo illustrano queste variazioni:

  • Limiti unici di PFAS:Nessuna singola sostanza PFAS può superare i 25 ppb (misurati mediante analisi mirata, esclusi i PFAS polimerici).
  • Limite totale di PFAS:Le concentrazioni combinate di PFAS (misurate facoltativamente dopo la degradazione dei precursori) non devono superare i 250 ppb (esclusi i PFAS polimerici).
  • Limite di fluoruro totale:I fabbricanti devono fornire la documentazione che dimostri il contenuto di fluoruri PFAS o non PFAS quando il fluoruro totale supera i 50 ppm.

Per comprendere queste soglie è fondamentale riconoscere come le basi di calcolo della "concentrazione" differiscano a livello regionale.La definizione europea di "articolo" segue un principio della Corte europea del 2015 che tratta i componenti distribuiti in commercio come articoli separatiAl contrario, l'EPA degli Stati Uniti definisce articoli come prodotti completi commercializzati.

Complessità delle definizioni: il diverso panorama delle classificazioni PFAS

Nonostante l'aumento del controllo normativo, le definizioni PFAS rimangono incoerenti tra le giurisdizioni, creando ulteriori sfide di conformità.

  • Proposta REACH UE:Sostanze contenenti almeno un atomo di carbonio completamente fluorato di metile (CF3-) o di metilene (-CF2-) (senza attaccamento H/Cl/Br/I).
  • Regole di segnalazione dell'EPA degli Stati Uniti:Prodotti chimici contenenti unità R-(CF2)-C(F) ((R′) R′′, in cui CF2/CF sono carboni saturi e R/R′/R′′≠H.
  • Regolamenti del Maine/New York:Qualsiasi fluorochimica organica contenente almeno un atomo di carbonio completamente fluorato.

In particolare, alcuni regolamenti si applicano solo a elenchi specifici di PFAS, come lo SNUR della TSCA degli Stati Uniti per i perfluoroalchilcarbossiliati e i sulfonati a catena lunga.

La definizione PFAS di SEMI: una prospettiva ampia per l'industria dei semiconduttori

SEMI e la Semiconductor Industry Association (SIA) hanno adottato una definizione inclusiva di PFAS che copre tutte le sostanze chimiche contenenti unità molecolari -CF2 e/o -CF3.Questo approccio rispecchia l'impegno del settore per una gestione globale dei rischi e uno sviluppo sostenibile.

La vasta famiglia di PFAS: oltre le sostanze conosciute

La famiglia dei PFAS è molto più ampia di quanto sia comunemente riconosciuto.La Commissione ritiene che l'impiego effettivo di PFAS possa comportare un'ampia gamma di applicazioni rispetto a quelle attualmente previste dalla normativa..

Identificazione fondamentale: nomenclatura dei fluoropolimeri

Una gestione accurata dei PFAS richiede la comprensione delle convenzioni di denominazione dei fluoropolimeri, poiché molti materiali industriali utilizzano nomi commerciali piuttosto che denominazioni chimiche.I fluoropolimeri più comuni (tutti i PFAS) includono::

  • ECTFE (etilene cloro trifluoroetilene)
  • ETFE (etilene tetrafluoroetilene)
  • FEP (Fluorato di etileno-propilene)
  • PCTFE/PTFCE (policloro-trifluoroetilene)
  • PFA (per alcano fluoroalcoxi)
  • PTFE (poly tetrafluoroetilene)
  • PVDF (polyvinylidene fluoride)
  • PVF (fluoro di polivinile)

I fluoroelastomeri (FKM/FPM) e i perfluoroelastomeri (FFKM/FFPM) non hanno numeri CAS specifici, con composizioni diverse a seconda del produttore.La proliferazione di denominazioni commerciali per i prodotti fluoropolimerici autorizzati complica ulteriormente l'identificazione dei materiali.